Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell’Adriatico. – Jean Cocteau

Perdersi a Venezia è una delle esperienze più belle. In un mondo ideale dovrebbe essere il primo consiglio di una perfetta guida turistica della città. Perché perdersi a Venezia è una magia.

Non ci credete? Provate a seguirci per un attimo ad occhi chiusi. Bene adesso riapriteli e guardatevi attorno. Non ci sono strade, non ci sono auto, non ci sono semafori, non ci sono rumori, non ci sono centri commerciali, non ci sono pannelli pubblicitari, non ci sono luci eccessive. Ma soprattutto non c’è modo di orientarsi. Bene adesso vi siete persi davvero e tutti i classici punti di riferimento sono spariti: anche i nomi delle calli, le strade di Venezia, non vi sono di aiuto e la numerazione civica è un enigma anche per i veneziani.

A questo punto sorge è legittimo chiedersi: che fare? dove andare? La risposta è semplice: camminate senza meta, vagate con uno sguardo in alto per ammirare i muri storici e con l’altro in basso per fare attenzione a dove mettete i piedi. Perché Venezia è un trabocchetto pronta a farvi i peggiori scherzi. E’ un attimo e si finisce in un canale o in un rio. E’ un attimo e si prende una Calle senza uscita o che conduce nel bel mezzo di un’antica corte misteriosa o dall’altra parte del Canal Grande. E siate pronti alla meraviglia se da un angolo spunterà una maschera avvolta in un mantello nero: non abbiate pregiudizi, perché lì sotto può celarsi una splendida fanciulla o un gagliardo giovane che passeggiano tranquilli in perfetto anonimato.

Tutto questo è un bel gioco che può anche non durare. Perché a Venezia ogni anno arrivano più di 3 milioni di visitatori e quindi la speranza di isolarsi davvero è minima. Ma una possibilità vi rimane se applicate un po’ di strategia. Prima di perdervi in solitudine tra calli e campielli lasciatevi trasportare dal flusso di turisti sui percorsi più classici, tra San Marco e Rialto, lungo Calle Nuova, le Mercerie, le Fondamenta che costeggiano il Canal Grande, verso chiese, musei e palazzi, verso tutto l’enorme e inestimabile tesoro artistico e culturale di questa splendida città Patrimonio dell’Umanità. Fatto questo, allontanatevi da tutto e da tutti e lasciate che sia il caso a condurvi per mano, a indicarvi la strada dove perdervi per immergervi nella Storia più intima della Serenissima.

Ma ricordate che Venezia è magica e quindi sa riconoscere i turisti veri da quelli un po’ distratti. E allora anche nel tourbillon di Piazza San Marco o seduti a un tavolino dell’Harry’s Bar affollato in un giorno di primavera saprà farvi trovare uno spazio di silenzio interiore. Quello che permette di guardare a Venezia con il rispetto e l’amore che si deve a una delle città più belle al mondo.

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