Canali, ponti, campi e calli, la strana toponomastica di Venezia

Ero a Venezia sul Ponte dei Sospiri; un palazzo da un lato, dall’altro una prigione; vidi il suo profilo emergere dall’acqua come al tocco della bacchetta di un mago. – George Byron

A Venezia non ci sono vie o strade e nemmeno piazze o vicoli. A Venezia ci sono Calli, Campi e Campielli. L’unica cosa che non si discosta dalla tradizione della lingua italiana sono i Ponti. Anche a Venezia i Ponti si chiamano Ponti. Ma siccome Venezia ama distinguersi, di Ponti ne ha più di 340.

Ma l’urbanistica di Venezia riserva anche altre sorprese. Ad esempio ci sono le Fondamenta, le strade (ma non chiamatele mai così) che costeggiano i canali. Poi ci sono le Piscine, che al contrario di quanto si possa pensare non sono vasche per la pratica del nuoto, ma strade ricavate da interventi di interramento. Anche il Rio è diverso dal Canale. Il primo indica i corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni, i Canali invece sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. E come non ricordare il Sotopòrtego, i passaggi tra le Calli ricavati eliminando porzioni di case: attraverso i Sotopòrtego si accede alla Corte (piazzetta chiusa da edifici), o si uniscono Campi alle Fondamenta, o si accede direttamente ad una Riva. Ecco appunto ci mancava la Riva: sono così chiamati gli approdi lungo le sponde dei Canali o dei Rii.

Ma se queste vi sembrano stranezze non avete ancora visto niente. Perché è nei nomi propri di Calli, Campi, Campielli e Ponti che i veneziani hanno dato il meglio di sé. Vere e proprie stranezze che non hanno eguali.

Qual è la differenza tra i Rii e i Canali di Venezia?

Per i turisti che visitano Venezia ogni corso d’acqua è un Canale. Ma questo non è corretto. Infatti di Canali a Venezia ce ne sono meno di una decina: tutti gli altri sono Rii. I Canali veri e propri sono infatti solo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca e poi alcuni corsi d’acqua esterni alla città il cui tracciato è limitato da pali, le brìcole, o quelli che nel tempo sono stati inglobati nel corso di interventi di interramento. I Canali quindi sono corsi d’acqua tutti navigabili, al contrario dei Rii che non sempre lo sono. Il Canal Grande attraversa la città tagliandola in due e confluisce nel Bacino di San Marco; il Canale di Cannaregio è il corso d’acqua di raccordo tra il Canal Grande e la zona nord della città; il Canale della Giudecca separa l’isola omonima dal Sestiere di Dorsoduro.

Per quanto riguarda i Rii invece parliamo di decine e decine di canali naturali e artificiali: quelli più piccoli sono a loro volta chiamati Riello. Come distinguere un Rio naturale da uno artificiale? Il secondo è dritto e rettilineo, il primo ha un andamento più naturale con qualche curva.

Una piccola curiosità: il traffico di barche e natanti che regna nei canali è regolato da norme ben precise. Certo a guardare dalla rive sembra che molto sia lasciato al caso, ma invece la navigazione a Venezia è regolamentata da una specifica segnaletica, con sensi unici, divieti di accesso, limiti di sosta, ecc. La normativa prevede che le barche a motore viaggino sulla destra, a meno che non stiano percorrendo il Rio Nuovo a Dorsoduro (uno dei più lunghi della città) nel qual caso devono tenere la sinistra. Ma la cosa davvero curiosa è che le barche a remi devono invece sempre navigare a sinistra perché il poppiere, avendo il remo a destra, deve poter vogare e fare manovra. Su Rio Nuovo o Novo fino a qualche anno fa c’era l’unico semaforo presente in città: adesso è spento.

Le Calli di Venezia: Callesèlla, Salizada, Ruga e Ramo

Le Calli di Venezia sono le strade, le vie e i vicoli della città. Le Calli più piccole (intese come strette) vengono chiamate Callétte o Callesèlle, mentre quelle più grandi (intese come larghe) sono dette giustamente Calli Larghe. La larghezza delle Calli di Venezia varia da poco più di 50 centimetri a cinque-sei metri. La Calle più stretta di Venezia è Calletta Varisco: larga appena 53 centimetri si affaccia sul Campiello del Pestrin. I Prestin erano antichi mulini realizzati all’interno delle case con le macine movimentate dalle mucche: i Prestin erano quindi anche lattai. Di pochi centimetri più larghe sono Calle Stretta (larga 65 cm) e Calle di Ca’ Zusto (68 cm) entrambe nel Sestiere di Santa Croce.

A Venezia ci sono circa 3 mila Calli. Le principali vengono anche chiamate Salizada: furono le prime ad essere pavimentate in selciato grigio come poi è avvenuto per tutte le calli della città. Calli larghe e ricche di attività commerciali sono denominate Ruga: tra le più note Ruga Giuffa nel Sestiere di Castello e Ruga Rialto nella zona dei mercati nel Sestiere di San Polo. Calli cieche utilizzate solo dai residenti per raggiungere le proprie abitazioni sono chiamate Ramo.

La Calle più famosa di Venezia è la Mercerie o Merzierie che collega in dieci minuti di passeggiata Piazza San Marco al Ponte di Rialto. Lungo le Mercerie si trovano negozi, boutique e bancarelle di souvenir.

Una piccola curiosità: i nomi delle singole Calli hanno origine spesso legate alla vita della città. Ci sono quelle dedicate a personaggi famosi, quelle che prendono il nome da una vicina chiesa o convento e quelle la cui denominazione deriva da attività artigianali praticate in zona: capitava che diverse botteghe di un unico mestiere si concentrassero in specifiche aree. Infine ci sono calli che hanno origini molto popolari e che prendono il nome semplicemente da un personaggio che abitava o lavorava in zona. Mitica è la Callesella della Fruttarola a San Polo: chiamata così solo perché lì c’era una fruttivendola.

Campi e Campielli di Venezia, piccole e grandi piazze

Un tempo quasi tutte le piazze d’Italia erano chiamate Campi. Oggi ne rimangono solo pochi fuori da Venezia (Campo de’ Fiori a Roma, Piazza del Campo a Siena), sostituiti appunto dalla denominazione piazza. Al contrario a Venezia non ci sono proprio le piazze – l’unica è Piazza San Marco – mentre ovunque si trovano Campi, che quando sono di piccole dimensioni diventano i Campielli.

I Campi si chiamano così perché una volta erano spazi verdi spesso coltivati o utilizzati per far pascolare il bestiame. Un tempo intorno ai Campi si sviluppava un’intensa attività sociale e commerciale, anche perché al centro del Campo spesso si trovava il pozzo con la classica vera, la struttura in mattoni su cui si applicava una carrucola per calare i secchi. Un po’ perché i pozzi vennero chiusi per l’arrivo dell’Acquedotto, un po’ perché al potere centrale spaventavano le aggregazioni di popolo (venne proibito di organizzare nei Campi manifestazioni, cerimonie, giochi, tornei e quant’altro) così nel tempo è venuta meno la funzione sociale del Campo.

Tra i campi più famosi e ampi della città possiamo citare Campo San Polo, il Campo più grande di Venezia, situato nell’omonimo Sestiere, Campo Santa Margherita in cui sorge la Scuola Grande dei Carmini e Campo Santi Giovanni e Paolo con la Scuola Grande di San Marco e la massiccia chiesa di Zanipòlo (come viene chiamata dai veneziani la Chiesa di San Giovanni e Paolo). Altre piazze (mai chiamarle così in pubblico!) importanti di Venezia sono Campo San Bartolomeo, molto vicino al Ponte di Rialto e al Fondaco dei Tedeschi e Campo San Trovaso a Dorsoduro vicinissimo allo squero omonimo, una delle poche officine-cantiere rimaste aperte per la costruzione delle Gondole. Infine, Campo della Salute vicino a Punta della Dogana, diventa molto famoso il 21 novembre in occasione della processione per la Festa della Madonna della Salute.

Una piccola curiosità: il Sestiere con il maggior numero di Campi è San Polo, ne conta ben 11. A Cannaregio se ne trovano 9, a Castello 2 e poi in tutti gli altri Sestieri, Dorsoduro, San Marco e Santa Croce, solamente uno.

I Ponti di Venezia

A Venezia ci sono circa 340 ponti, compresi quelli sulle grandi isole. Ma se pensate che i più famosi siano il Ponte di Rialto o quello dei Sospiri vi sbagliate. Ai ragazzini in gita scolastica a Venezia fa divertire il Ponte delle Tette nel Sestiere di Santa Croce. Il ponte sorge nella zona chiamata Carampane, l’antico quartiere a luci rosse di Venezia. Leggenda racconta che le signore delle case di tolleranza affacciate sul ponte cercassero di adescare gli uomini mostrando il seno nudo, da cui il nome del ponte nella toponomastica cittadina. Ma ciascuno dei 340 ponti di Venezia ha la sua storia da raccontare.

I ponti più originali di Venezia

Sul Ponte dei Pugni a Dorsoduro se le davano di santa ragione gli abitanti delle due frazioni separate dal Rio San Barnaba. Il Ponte dei Beretèri si chiama così perché in zona c’erano botteghe di berretti (cappelli). Il Ponte della Saponella a Cannaregio invece non ha nulla a che vedere con il sapone, ma con la Famiglia Saponello che abitava in zona. Il Ponte Storto nel Sestiere San Marco non è una struttura pericolante o malfatta, ma semplicemente un ponte che attraversa Rio della Verona in modo obliquo. Il Ponte della Donna Onesta a Dorsoduro ha invece origine sconosciuta. C’è chi dice che Onesta fosse il nome di una signora che abitava in zona, chi racconta invece che una poveretta violata si uccise per salvare la propria onestà, a chi invece piace affermare che una meretrice per dileggio degli sbirri amasse farsi chiamare Onesta.

I ponti più famosi di Venezia

Tra i ponti più importanti di Venezia si possono sicuramente ricordare quelli che attraversano il Canal Grande. Sono solo quattro di cui tre piuttosto recenti: il Ponte degli Scalzi tra Cannaregio e Santa Croce (chiamato anche della Stazione) che risale al 1934, il Ponte dell’Accademia tra San Marco e Dorsoduro è del 1933 e da allora aspetta di essere trasformato da ponte di legno in un ponte di pietra, e l’ultimo nato, il Ponte Della Costituzione, inaugurato nel 2008 per unire Cannaregio alla zona del Tronchetto, è un’opera moderna dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

Il quarto ponte sul Canal Grande è il bellissimo Ponte di Rialto tra i Sestieri di San Marco e San Polo. Il primo Ponte di Rialto risale al 1175, ma dopo rifacimenti e crolli la versione attuale è quella edificata nel 1591. Un dettaglio interessante del Ponte di Rialto riguarda la balaustra. E’ molto liscia perché milioni di mani l’hanno levigata nel corso dei secoli, ma al contempo è particolarmente resistente alle intemperie. Questo perché è realizzata con un materiale che oltre ad essere bianco e luminoso è molto resistente, la Pietra d’Istria, carbonato di calcio puro.

Ma forse il ponte più suggestivo di Venezia è il Ponte dei Sospiri. Si trova vicino a Piazza San Marco e collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Su quel Ponte che scavalca Rio di Palazzo, migliaia di inquisiti e condannati ai tempi della Serenissima hanno trascinato le loro catene, tristi e affranti: dalle finestre del ponte i poveretti guardavano per l’ultima volta il cielo e l’acqua, sospirando.

Infine, il ponte forse più importante di Venezia, quello che unisce la città alla terraferma, il Ponte della Libertà. Si tratta di una struttura stradale e ferroviaria di 3800 metri che risale al 1846. All’epoca era utilizzato solo per il collegamento ferroviario, ma dal 1933 è anche stradale e pedonale (utilizzato anche come pista ciclabile). Dal ponte le macchine provenienti da Mestre arrivano ai grandi parcheggi di Piazzale Roma e del Tronchetto. I treni ovviamente giungono allo scalo ferroviario di Venezia Santa Lucia.

Una piccola curiosità: nel sestiere di Castello si trovano 88 ponti, a Cannaregio 75, a Dorsoduro 67, nel centralissimo Sestiere di San Marco 44, a Santa Croce 42 e a San Polo 16. Sull’isola della Giudecca i ponti a cavallo dei canali sono ‘solo’ 12.

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