Le isole di Venezia, una crociera tra storia, arte e artigianato

La sera amorosa ha raccolto le logge per farle salpare le case tranquille sognanti la rosa vaghezza dei poggi discendono al mare in isole, in ville accanto alle chiese — Alfonso Gatto

Le isole di Venezia sono parte integrante del patrimonio culturale, artistico e naturale della città lagunare. Vedere Venezia e non visitare Murano, Burano, Torcello, il Lido o l’isola della Giudecca significa perdersi parte dello spettacolo. Un po’ come andare a vedere l’Otello ed uscire al secondo Atto su tre nella versione di Rossini o al terzo Atto su quattro in quella di Verdi.

Le isole che vi presentiamo sono le più importanti tra le oltre 50 che si trovano nella laguna veneta. Sulle isole sono disponibili servizi di visita guidata, forse il modo migliore per chi ha le ore contate per scoprire i principali luoghi di interesse di queste zone. Con le visite guidate alle isole di Venezia avrete la possibilità di conoscere da vicino i vetrai di Murano, le botteghe artigiane della lavorazione dei merletti di Burano, le splendide e storiche chiese della Giudecca o la vicenda poco edificante del Palazzo del Cinema al Lido. L’Isola di San Giorgio Maggiore e quella di San Michele, forse le meno importanti tra quelle che andiamo a presentarvi, sono altresì località molto speciali, dove si respirano atmosfere particolari. Torcello, da parte sua, è l’isola meno abitata, ma in compenso una delle più turistiche.

Le isole si raggiungono molto facilmente con i classici mezzi di trasporto pubblici di Venezia, battelli e vaporetti, che partono ogni 10 minuti dalle Fondamenta Nuove o dal Tronchetto.

Sull’Isola della Giudecca tra chiese e mulini

La Giudecca più che un’isola è un piccolo arcipelago: ne fanno parte l’Isola della Giudecca, Sacca San Biagio e Sacca Fisola. Per comodità parliamo però di un’isola che si trova a sud del centro storico di Venezia, si affaccia sul Canale della Giudecca e fa parte a livello amministrativo del Sestiere di Dorsoduro.

E’ una zona prevalentemente residenziale che offre un’ottima vista di Venezia dalle Fondamenta, i lunghi viali pedonali a ridosso del mare. La storia della Giudecca è strettamente legata a quella di Venezia: anch’essa ha subìto nel corso del tempo diversi interventi di bonifica, è stata utilizzata prima per coltivare orti, poi per realizzare strutture commerciali e industriali e infine negli ultimi decenni per edifici residenziali. I principali luoghi di interesse turistico dell’isola della Giudecca sono alcune importanti chiese e alcune architetture civili, come il Molino Stucky e la Casa dei Tre Oci.

La Chiesa del Redentore risale al 1576 e venne costruita per ringraziare il Buon Dio per la fine di un’epidemia di peste. È un’opera del Palladio e al suo interno si trovano stupendi dipinti e affreschi tra cui alcune opere del Veronese. La Chiesa del Redentore è legata alla festa omonima che si tiene la terza domenica di luglio quando sul Canale della Giudecca viene allestito un ponte di zattere fino alla Chiesa dello Spirito Santo a Dorsoduro per permettere la processione dei fedeli. L’altra importante chiesa della Giudecca è la Chiesa delle Zitelle, famosa sia per le opere in essa contenute, tra cui diverse del pittore greco Aliense, ma anche perché sede di un importante centro congressi. Da non perdere la Chiesa di Sant’Eufemia, una delle più antiche di Venezia, che risale infatti all’VIII o IX secolo.

Tra le architetture civili presenti sull’Isola della Giudecca, la Casa dei Tre Oci dell’inizio del XX secolo è famosa perché vi sono state girate diverse scene del film Anonimo Veneziano diretto nel 1970 da Enrico Maria Salerno con protagonisti Florinda Bolkan e Tony Musante. Infine, impossibile non vederla anche da molto lontano, l’imponente mole del Molino Stucky realizzato nel 1985 dall’imprenditore svizzero Giovanni Stucky che voleva sfruttare la posizione sul mare per facilitare l’arrivo e la partenza del grano e del macinato. Alla fine però l’impianto, che nel momento di massima attività dava lavoro a più di 1.500 persone, divenne troppo oneroso da gestire. Rimasto in disuso per diverso tempo, nel 2000 venne rilevato dalla società Acqua Marcia che in collaborazione con la catena di hotel Hilton l’ha rimodernato e trasformato in un centro congressi e, naturalmente, in un hotel.

Curiosità sull’Isola della Giudecca: l’origine del nome Giudecca è abbastanza oscuro. Un tempo l’isola si chiamava Spinalonga per via della sua forma allungata che sembra una lisca di pesce. Secondo alcuni il nome moderno deriva dalla presenza del primo ghetto ebraico della città, ma c’è invece chi sostiene che derivi da zudegà che in antico veneziano significava giudicato in riferimento a terreni dati in risarcimento nel IX secolo a famiglie veneziane mandate ingiustamente in esilio. Infine c’è chi dice che Giudecca derivi dalle antiche attività di conciature del pellame ed in particolare da fibre vegetali utilizzate nella lavorazione che in Veneto venivano chiamate zuecchi.

L’Isola di San Giorgio Maggiore, il set del Mercante di Venezia

L’Isola di San Giorgio Maggiore è la propaggine più orientale dell’isola della Giudecca. Fa parte del Sestiere di San Marco, al contrario del resto della Giudecca che fa capo amministrativamente al Sestiere di Dorsoduro.

La storia dell’isola è legata essenzialmente all’ordine dei frati Benedettini. Nel 982 il Doge Tribuno Memmo che con la famiglia era proprietario di questo pezzo di terra donò l’isola a un monaco, Giovanni Morosini, che fece bonificare l’area e costruire un monastero, il monastero di San Giorgio Maggiore. Nel 1565 l’onnipresente architetto vicentino Andrea Palladio curò la costruzione della Basilica di San Giorgio Maggiore (dalla cui cima, raggiungibile in ascensore, si ammira uno spettacolare panorama su Venezia). Dopo il periodo napoleonico e austro-ungarico in cui l’isola divenne un presidio militare, San Giorgio Maggiore diventa proprietà dello Stato Italiano: nel 1951 il monastero e le aree confinanti vengono date in gestione alla Fondazione Giorgio Cini che inizia i restauri e nel 1954 inaugura il Teatro Verde. Oggi sull’isola si trova il Centro Sportivo di Eccellenza della Compagnia della Vela di Venezia. Davanti alla darsena dove arrivano i vaporetti di collegamento con Venezia si trova un’ottima pasticceria che ha diversi negozi in tutta la città: è la pasticceria Rosa Salva dove si possono gustare ottime paste sfoglie, crostate, biscotti e torte artigianali.

Curiosità sull’isola di San Giorgio Maggiore: è stata uno dei set più importanti nel corso delle riprese del film Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) del 2004, diretto da Michael Radford con Al Pacino che interpretava Shylock. In particolare nel monastero di San Giorgio sono state girate le scene che Shakespeare aveva ambientato nel palazzo di Porzia.

Sull’Isola di San Michele dove riposano illustri personaggi

San Michele, isola della laguna di Venezia, è formata da due isolette, San Michele e San Cristoforo della Pace. È famosa perché dall’inizio del 1800 ospita il Cimitero Monumentale di Venezia. Il cimitero, meta di turisti e curiosi, è suddiviso a seconda delle religioni e confessioni (israelitica, cattolica, ortodossa ed evangelica) e ospita i monumenti funebri di molti personaggi famosi, italiani e stranieri, tra cui lo psichiatra e neurologo Franco Basaglia, il poeta russo Josif Brodskij, il matematico e fisico viennese Christian Doppler, la scrittrice veneziana Giustina Renier Michiel, il saggista-poeta statunitense Ezra Pound e il compositore russo Igor’ Stravinskij.

L’isola prende il nome dalla Chiesa di San Michele realizzata nel X secolo ed è stata sede anche dell’importante biblioteca dei Camaldolesi all’inizio del 1200. Nelle carceri che Napoleone fece allestire dopo aver soppresso il monastero furono imprigionati tra gli altri i carbonari Silvio Pellico e Pietro Maroncelli.

Curiosità sull’Isola di San Michele: visitare il Cimitero Monumentale sull’Isola di San Michele rappresenta un’esperienza molto suggestiva, anche perché oltre alle tombe di personaggi illustri, il cimitero è ricco di misteri. Il più famoso riguarda la tomba di Suor Vittoria Gregoris morta nel 1947. Al momento della dipartita la suora raccolse le sorelle al capezzale per dire loro che il suo corpo non sarebbe stato ritrovato nella tomba in cui l’avrebbero sepolto. E infatti, quando alcuni anni dopo si volle riesumare la salma, non si trovò alcuna traccia della suora sepolta.

A Murano oltre al vetro c’è di più

E’ uno di quei brand che non ha confini, come Coca Cola e Ferrari insomma. Perché Murano è sinonimo di lavorazione del vetro. E quando dici vetro è impossibile non pensare o associare Murano. L’isola è un piccolo arcipelago formato da isolotti naturali e artificiali abitato da 4.500 persone.

Il principale punto di interesse turistico è il Duomo dei Santi Martia e Donato del VII secolo al cui interno si trova una bellissima Madonna su mosaico del XII secolo. Altre importanti chiese a Murano sono la Chiesa di Santa Maria degli Angeli del 1188, con lo splendido altare in marmo di Carrara della fine del Seicento, e la Chiesa di San Pietro Martire, realizzata nel 1438, distrutta da un incendio e ricostruita nel 1511: al suo interno si ammirano soprattutto i lampadari, ovviamente in vetro lavorato in loco. Tra le architetture civili di Murano segnaliamo il Palazzo da Mula, in cui gli stili gotico, veneto e bizantino si fondono sulla facciata e il Faro in pietra costruito nel 1934 in sostituzione di uno in ferro del 1912.

Ma ovviamente a Murano i turisti arrivano per visitare soprattutto il Museo del Vetro allestito all’interno di Palazzo Giustinian. Il Museo del vetro di Murano, inaugurato nel 1861, assume maggiore importanza nel 1932 quando moltissime opere vetrarie presenti in altri musei cittadini vengono qui concentrate. Ancora oggi le collezioni sono incrementate da donazioni e lasciti da parte delle imprese vetrarie dell’isola. Su tutta l’isola è possibile ammirare, nel corso di visite guidate, gli artigiani del vetro che realizzano le loro opere con diverse tecniche, come la tecnica a massello e quella della soffiatura.

Curiosità sull’Isola di Murano: nella storia di Murano c’è una data precisa che ha deciso il corso dei secoli a venire. E’ il 1291 quando il Consiglio veneziano decise che per motivi di sicurezza le vetrerie presenti in città dovessero chiudere i battenti. Questo a causa dei numerosi incendi che le fornaci utilizzate per la lavorazione del vetro avevano causato tra le case in legno della Serenissima. In poco tempo tutte le vetrerie dovettero spostarsi e la destinazione scelta fu appunto Murano. Nei secoli successivi l’isola divenne anche meta di vacanze per le famiglie nobili veneziane: nei locali e ristori di Murano amavano inoltre riunirsi artisti e letterati che frequentavano le numerose accademie dell’isola.

Burano, l’isola dei merletti e delle case colorate

Murano sta al vetro come Burano ai merletti. L’isola di Burano si trova nella parte settentrionale della Laguna di Venezia, conta circa 2.700 abitanti ed è divisa in Sestieri come Venezia: Sestieri di San Mauro, Giudecca, San Martino Sinistra, San Martino Destra e Terranova. L’isola è formata a sua volta da quattro isole divise da canali, Rio Terranova, Rio Giudecca e Pontinello.

Leggenda racconta che Burano venne colonizzata nei primi secoli dopo Cristo dagli abitanti delle città sulla costa in fuga dai Barbari, in particolare Unni e Longobardi. Dopo di che il destino della piccola isola è sempre stato legato alle sorti di Venezia, nel bene e nel male. Non sono molti gli edifici storici di interesse turistico a Burano. Il più importante è la Chiesa di San Martino realizzata nel XVI dove sono conservate le reliquie di Santa Barbara e dove si può ammirare una bellissima Crocefissione del Tiepolo.

I merletti di Burano sono l’attività artigianale per cui l’isola è famosa nel mondo e l’origine di questa attività è legata ad una leggenda. Si narra infatti che un pescatore per amore della sua bella che abitava a Burano riuscì a resistere al canto ammaliatore delle Sirene. La Regina del mare, per onorare questa sua devozione, gli regalò una corona di schiuma con cui ornare il capo della amata. Le amiche di questa, invidiose di quel velo così delicato, cercarono di imitarlo dando così origine alla lavorazione del filo di cotone. Correva il 1700 d.C.

Curiosità sull’isola di Burano: Burano oltre che per i merletti è famosa perché le facciate delle case sono dipinte con colori pastello, rosa, azzurro, verde, giallo, in un tenue arcobaleno molto caratteristico. Perché le case di Burano sono così colorate? Non c’è un’unica risposta a questa domanda, ma piuttosto si avanzano diverse supposizioni. La più divertente, ma anche la più accreditata, è quella che afferma che le facciate delle case siano state colorate in modo che pescatori e barcaioli potessero riconoscere la propria abitazione nei giorni di nebbia, spesso molto fitta da queste parti. Un’altra supposizione un po’ più articolata afferma invece che i colori distinguessero le diverse famiglie del paese.

Torcello, una strana isola

Torcello è un’isola strana. Conta 14 abitanti, ma ogni anno è visitata da decina di migliaia di turisti. L’insediamento umano sull’isola ha origini antiche. Si narra infatti che gli abitanti della terraferma in fuga dai Longobardi, si rifugiarono qui prima ancora che sulle insulae di Venezia. La maggior parte proveniva da Altino che si chiamava Turris per via di una famosa torre: da qui il nome del nuovo insediamento, Turricellum divenuto nel tempo Torcello.

Torcello si raggiunge da Burano. Lungo le fondamenta vicino all’approdo dei vaporetti si trovano diversi bar, ristoranti e negozi di souvenir. Da qui si ammira il Ponte del Diavolo, famoso perché è senza protezioni, che conduce al centro dell’isola.

Uno dei luoghi più famosi di Torcello è la Locanda Cipriani dove hanno soggiornato celebrità come la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, Carlo e Diana, Charlie Chaplin e Ernest Hemingway che qui scrisse il suo romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi. Sulla piazza principale di Torcello si trovano il Palazzo del Consiglio e il Palazzo dell’Archivio. Sono sede del Museo di Torcello dove sono raccolti reperti di epoca bizantina e medievale. Sempre sulla piazza di notevole interesse è la Chiesa di Santa Fosca del XII secolo con un bellissimo portico che percorre i cinque lati della struttura.

Ma sicuramente il monumento più importante dell’isola è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, realizzata tra la seconda metà dell’800 e la fine del 1100. Di gran pregio i pavimenti con mosaici marmorei tra cui il Giudizio Universale, di scuola veneto-bizantina. La Cattedrale è l’edificio monumentale più antico della laguna ed è affiancato da un campanile dalla cui sommità, raggiungibile con una scalinata, si ammira un bellissimo panorama.

Curiosità sull’isola di Torcello: Torcello è circondata da piccole isole che molti turisti visitano utilizzando mezzi privati. Alcune isole sono scomparse, come Ammiana, dove un tempo erano presenti ben otto chiese, e Costanziaca, abbandonata per il suo progressivo impaludamento. Tra le isole ancora presenti e di interesse turistico, si segnalano San Arian, su cui ci sono i resti di un importante monastero adibito ad ossario nel 1565, le Saline, utilizzate fino all’inizio del 1900 come depositi di sale, e la Cura che potrebbe essere un ultimo residuo dell’antica Costanziaca che prese il nome dall’imperatore bizantino Costante.

Il Lido di Venezia: cinema e spiagge con dune naturali

Il Lido di Venezia è una delle isole della laguna: è una striscia di terra lunga 11 chilometri e larga mediamente 500 metri. Posto tra Venezia, la laguna e il mare aperto, il Lido ha pochi centri abitati: il comune di Lido con circa 15 mila abitanti, Malmocco con 1.100 abitanti e Alberoni con poco meno di mille. Ai punti estremi dell’isola si trovano Malmocco a sud e San Nicolò a nord. La zona residenziale si estende soprattutto nella parte centrale, quella affacciata sulla laguna, mentre nella parte orientale, quella sul mare, sono presenti chilometri di spiaggia, sia libera che attrezzata.

L’isola riserva diverse sorprese. Ad esempio è ricca di luoghi di discreto interesse turistico, come gli edifici in stile Liberty presenti nella zona residenziale al centro dell’isola sulla riviera di San Nicolò, il Gran Viale Maria Elisabetta che unisce la laguna al mare, e l’antica chiesa in località San Nicolò costruita nel Seicento. L’atmosfera tranquilla, gli spazi verdi, un ambiente pacato e le belle spiagge con dune naturali che caratterizzano il Lido di Venezia, hanno da sempre attirato intellettuali in cerca di pace. Tra i più famosi residenti si possono citare il poeta inglese George Gordon Byron e lo scrittore tedesco Thomas Mann.

Se si chiede ad un turista a cosa pensa quando sente parlare del Lido di Venezia, la risposta è una sola: la Mostra del Cinema. Il Palazzo del Cinema dove si tiene la Mostra del Cinema di Venezia risale al 1932 e nel corso del tempo ha subito diversi rifacimenti. Purtroppo la storia recente del Palazzo rappresenta un cattivo esempio di gestione amministrativa e immobiliare. Infatti è dal 2004 che si pensa di ampliare le strutture della Mostra del Cinema, ma nulla è stato fatto. O meglio, nel frattempo sono stati realizzati inutili bandi di gara, sono stati spesi più di 80 milioni di euro, sono stati abbattuti oltre un centinaio di alberi tra le proteste di cittadini e associazioni ambientaliste. Dopo tutto questo il Palazzo del Cinema rimane inattuato e ancora inadeguato ad ospitare le migliaia di persone che ogni anno vorrebbero essere presenti nei giorni della Mostra. E’ una storia infinita che ha inizio una decina di anni fa e che ancora oggi, dopo scandali e disagi, non ha trovato risposte e soluzioni adeguate.

Curiosità sul Lido di Venezia: in località S. Nicolò si trova un aeroporto turistico, l’Aeroporto Nicelli. Questo scalo venne realizzato nel 1915 all’inizio della Prima Guerra Mondiale per dirottare su di sè i bombardamenti aerei che altrimenti avrebbero messo in pericolo il patrimonio artistico di Venezia. L’Aeroporto Nicelli nel primo dopoguerra diventa un importante scalo per raggiungere città come Vienna, Monaco, Firenze, Roma e Brindisi. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il Nicelli assume importanza militare per i collegamenti con l’Africa Orientale, la Russia e l’area balcanica. Alla fine del Secondo Conflitto Mondiale e fino ai primi anni del 2000 per l’aeroporto è un periodo di crisi: all’inizio del nuovo secolo l’Enav, Ente Nazionale di Assistenza al Volo, ristruttura lo scalo con nuovi hangar, una nuova torre di controllo e nuovi servizi. Oggi l’area dell’aeroporto Nicelli è utilizzata per grandi eventi come concerti, per voli turisti e scuola di volo, ma anche per il decollo di elicotteri che portano i turisti a spasso sui cieli della laguna.

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