I Musei di Venezia, un itinerario nella storia della Serenissima

[L’arte veneziana] È una ghirlanda di fiori olezzanti; è una collana di pietre preziose. È una cosa lasciva e imponente. È una fata col sole per nimbo, che attrae, che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole. – Camillo Boito

I Musei di Venezia offrono ai turisti in visita alla città l’occasione di stupirsi, meravigliarsi e rimanere affascinati davanti a mirabili opere artistiche. Il percorso museale che vi proponiamo è solo una parte dell’enorme patrimonio culturale della città, ma al contempo ne rappresenta la parte più viva ed in continua evoluzione. I musei di Venezia spesso hanno preso vita grazie a lasciti e donazioni da parte di privati e sono continuamente arricchiti con acquisti da parte delle sovraintendenze culturali e dell’amministrazione pubblica.

A Venezia ci sono palazzi che sono Musei, come Palazzo Ducale, e spazi espositivi che sono entrati nel novero dei più prestigiosi musei di tutto il mondo, come la Peggy Guggenheim Collection. Ma poi ci sono anche i bellissimi palazzi come Ca’ Rezzonico e Ca’ Pesaro che sono diventati sedi museali con estrema naturalezza dopo essere state le dimore di importanti famiglie nobili veneziane. Grandissima importanza nella proposta museale veneziana ha la storia della città, quando ai tempi della Serenissima, dal Rinascimento fino al ‘700, i più grandi artisti facevano a gara per lavorare nella città dei Dogi. Ma nella città lagunare non mancano musei che in altre parti del mondo non si possono immaginare. Come ad esempio il Museo del Vetro di Murano, dove l’arte vetraia è proposta sia con l’esposizione di oggetti d’epoca, sia con sessioni in cui è possibile assistere dal vivo all’antica arte della lavorazione del vetro.

Ai turisti in visita a Venezia quindi non rimane che scegliere il percorso museale più adatto alle proprie aspettative. Alle famiglie con bambini Venezia propone il bellissimo Museo di Storia Naturale, lo spettacolare Museo Storico Navale (con riproduzioni di barche e vere navi da guerra) e il Museo del Vetro di Murano dove potranno provare a a soffiare il vetro.

Alla Peggy Guggenheim, a lezione di arte moderna

Peggy Guggenheim ha fatto per l’Arte Moderna, quello che i Medici hanno fatto per l’arte Rinascimentale. E’ grazie alla sua passione infatti che i grandi artisti dell’astrattismo e del surrealismo hanno varcato i confini dei propri Stati e sono diventati patrimonio di tutto il mondo. La Peggy Guggenheim Collection allestita più di cinquanta anni fa a Palazzo Venier dei Leoni è una delle più prestigiose collezioni d’arte moderna al mondo con centinaia di opere esposte.

Leggere l’elenco degli artisti proposti è impressionante, perché oltre ai più famosi, si pensi a Boccioni, Chagall, Dalì, de Chirico, de Pisis, Duchamp, Fontana, Kandinsky, Klee, Magritte, Mirò, Modigliani, Mondrian, Picasso, Pollock, Pomodoro, Warhol, ci sono centinaia di nomi meno altisonanti, ma altrettanto fondamentali per la storia della pittura moderna, dell’astrattismo, surrealismo, cubismo, futurismo e tutte le altre avanguardie del Novecento.

Da non perdere: la Peggy Guggenheim collection può trasformarsi in un’esclusiva location per eventi privati. La sera dopo le 18.30 il museo può ospitare cene di gala, buffet, cocktail con visite private alla collezione o alle mostre temporanee, concedendo l’uso esclusivo del giardino, della terrazza panoramica affacciata sul Canal Grande e del Museum Cafè. Inoltre, per chi volesse godere in esclusiva delle opere del museo, vengono organizzate visite private prima e dopo l’orario di apertura e chiusura.

Gallerie dell’Accademia, la pinacoteca della pittura veneta

Visitare le Gallerie dell’Accademia significa immergersi nella pittura veneta dal XIV al XVIII Secolo. Le Gallerie sono ospitate all’interno della Scuola della Carità dal 1807 e raccolgono opere provenienti prevalentemente da chiese veneziane che nel corso dei secoli sono state demolite o sconsacrate soprattutto nel periodo napoleonico. Si è così venuta a creare nel tempo una pinacoteca unica al mondo con opere di prestigiosi artisti come Tiziano, Mantegna, Canaletto, Tiepolo, Lotto, Veronese, Bellini, Carpaccio e Giorgione.

Da non perdere: il venerdì e il sabato mattina, solo su prenotazione, è possibile accedere alla Quadreria. Si tratta si un’esposizione di un’ottantina di dipinti conservati nel monastero palladiano contiguo alle Gallerie dell’Accademia. Un lunghissimo corridoio al secondo piano è stato trasformato in sala espositiva per ospitare le opere della civiltà figurativa veneta realizzate tre la fine del Quattrocento e il Settecento. Antonio Paolucci, attuale direttore dei Musei Vaticani, quando negli Anni ’70 era Ministro dei Beni Culturali disse della Quadreria: “E’ il museo nascosto che sta al museo visibile così come gli organi interni stanno alla pelle e alla faccia di ciascuno di noi.

Museo Correr, un inestimabile patrimonio artistico

Alla sua morte nel 1830, Teodoro Correr, ultimo erede di una famiglia nobile veneziana, lasciò alla città di Venezia le sue vastissime collezioni in modo che quell’inestimabile patrimonio di quadri e oggetti d’arte non andasse disperso. Inizialmente il Museo Correr trovò sede nel Fondaco dei Turchi, ma l’ampliarsi della collezione con nuove acquisizioni da parte della municipalità costrinse a trovare una nuova locazione. Così, dal 1922, la maggior parte delle collezioni del Museo Correr è esposta nelle Procuratie Nuove, la cosiddetta Ala Napoleonica, che si affaccia su Piazza San Marco.

Nella Galleria sono esposte opere pittoriche che spaziano dal XV al XIX secolo con vedute di Venezia, diverse opere del Canova tra cui Dedalo e Icaro del 1779. Nelle sale, decorate con motivi neoclassici e grandi affreschi, si ammirano dipinti di De Asola e del Vicentino, mentre nella Sala 4 sono custodite alcune riproduzioni in marmo del Leone di San Marco. In altre sono raccolti reperti appartenuti ai Dogi, costumi d’epoca, ritratti, raccolte numismatiche e simboli ufficiali della Serenissima. La sala 13 è tutta dedicata alla Battaglia di Lepanto del 1571 tra le flotte dell’Impero Ottomano e quelle della Lega Santa a cui aderiva Venezia: spicca un busto del capitano Francesco Duodo e un ritratto del comandante Sebastiano Venier. Molto interessanti le sale con reperti che appartengono al mondo della navigazione e del commercio.

Da non perdere: al Museo Correr sono esposte alcune importanti opere di Giovanni Bellini, come la Trasfigurazione, la Crocifissione di San Salvador e il Cristo morto sorretto da due angeli, e di Vittore Carpaccio, come Uomo col berretto rosso e le Due dame veneziane.

Museo d’Arte Orientale, un inno all’arte giapponese

Il Museo d’Arte Orientale di Venezia è ospitato all’interno di Ca’ Pesaro nel Sestiere di Santa Croce, sede anche della Galleria Internazionale di Arte Moderna. Al Museo d’Arte Orientale è esposta un’incredibile collezione di oltre 30 mila oggetti d’arte e di alto artigianato raccolti da Enrico di Borbone nel corso dei viaggi compiuti in Estremo Oriente nel biennio tra il 1887 e il 1889.

Purtroppo lo spazio di Ca’ Pesaro non riesce a valorizzare completamente la ricchezza della collezione, ma resta il fatto che chi visita il Museo d’Arte Orientale si trova dinanzi ad una collezione si oggetti molto pregiati del Periodo Edo giapponese, dal 1630 al 1868, come lacche, spade, porcellane, dipinti, stoffe, armi e oggetti personali: si tratta della più importante e vasta collezione mondiale di arte giapponese di quel lungo periodo storico.

Da non perdere: molto interessanti sono le giade e gli avori portati da Enrico di Borbone dalla Cina, dal Siam, dalla Cambogia e dall’Isola di Giava. Molto particolari sono le valve di conchiglie dipinte in oro utilizzate per il gioco chiamato Kai Awase: una sorta di Memory del periodo Marumachi della metà del 1300.

Galleria Internazionale d’Arte Moderna, una collezione in continua evoluzione

Anche la Galleria Internazionale d’Arte Moderna, oltre al Museo di Arte Orientale, è ospitata all’interno di Ca’ Pesaro, nei pressi di Campo San Stae nel Sestiere di Santa Croce. Il bellissimo palazzo era di proprietà della famiglia Bevilacqua che lo donò alla città affinché lo trasformasse nel museo della Biennale di Venezia: tra le opere presenti infatti molte arrivano proprio dalle prime edizioni della Mostra dell’inizio del XX Secolo.

Nel tempo la collezione è stata notevolmente ampliata con acquisti e donazioni. Il Comune infatti, intorno agli Anni ’50 acquistò opere d’arte europee, mentre le donazioni si sono susseguite nei decenni ed in particolare negli Anni ’60 con un lascito da parte di Lionello De Lisi che arricchì la collezione con opere di Morandi, Carrà, Kandinsky, De Chirico e Mirò.

Da non perdere: tra le maggiori opere esposte alla Galleria d’Arte Moderna di Venezia possiamo ricordare Giuditta II di Klimt e le copie della scultura intitolata Il pensatore di Rodin.

Il Museo del Settecento Veneziano, un museo nel museo

Il Museo del Settecento veneziano ospitato a Ca’ Rezzonico è aperto al pubblico dal 1936. L’idea degli allestitori dell’epoca fu davvero geniale: le opere infatti vennero disposte come se facessero parte dell’arredamento del palazzo per cui oltre ai quadri vennero inseriti mobili e affreschi prelevati in altri palazzi veneziani di proprietà dell’amministrazione pubblica, ma anche recuperati presso antiquari e mercanti di opere d’arte. Quello che ne risulta è un esempio incredibilmente fedele degli ambienti in cui i nobili veneziani del ‘700 vivevano, circondati da opere di inestimabile valore artistico.

Recentemente il palazzo e il museo hanno subito numerosi restauri con interventi di manutenzione e pulizia sia degli spazi, degli androni, dei porticati, degli scaloni e delle sale, sia delle singole opere che degli elementi di arredamento. Il risultato, anche in questo caso, è sotto gli occhi dei visitatori di Ca’ Rezzonico: uno splendore diffuso, la luminosità delle vetrate e dei marmi, la pulizia delle pareti e dei pavimenti. Ca’ Rezzonico è un museo nel museo che dispone inoltre di spazi utilizzati per la didattica e di un fornito bookshop.

Da non perdere: al cosiddetto Piano Nobile si possono ammirare capi d’abbigliamento, accessori e indumenti personali che offrono uno spaccato davvero interessante della vita all’epoca d’oro della Serenissima.

Museo del Vetro di Murano, maestri vetrai all’opera

L’edificio in cui ha sede il Museo del Vetro di Murano è il Palazzo dei Vescovi di Torcello. Nel 1840 l’edificio ospitò il Comune di Murano, nel 1861 iniziò a trasformarsi in un museo-archivio e dal 1923 divenne parte dei Musei Civici Veneziani.

Di particolare rilevanza storica è il soffitto del salone centrale affacciato sul Canal Grande di Murano con affreschi del ‘700 e tre grandi lampadari del secolo successivo: il lampadario centrale è una magnifica opera a 60 bracci realizzato da Giovanni Fuga e Lorenzo Santi in occasione della prima Esposizione Vetraria Muranese del 1864.

Il percorso espositivo del Museo del Vetro di Murano ha un andamento cronologico tra il ‘400 e il ‘900, ma presenta anche reperti archeologici d’Epoca Romana del I e III Secolo: l’arte vetraria veneziana assume importanza a partire dal XIV secolo anche se la tecnica del vetro soffiato risale al I secolo a.C. con origine in Palestina. Oggi nel museo si possono ammirare centinaia di pezzi tra cui le famose Murrine ricavate dalle mescolanze di diversi vetri fusi insieme.

Da non perdere: con l’iniziativa Glass in Action i visitatori del Museo del Vetro di Murano possono assistere a dimostrazioni della lavorazione del vetro e quindi alla realizzazione dal vivo di oggetti da parte di maestri vetrai. È possibile inoltre visionare un documentario intitolato L’histoire du verre con approfondimenti sulla storia e sulle tecniche di lavorazione del Vetro di Murano.

Al Museo di Storia Naturale tra dinosauri e farfalle

Il palazzo chiamato Fontego dei Turchi, situato nel Sestiere di Santa Croce, è stato fino al 1922 la sede del Museo Correr di Venezia. Un anno dopo, su suggerimento dell’ingegner Giorgio Silvio, l’edificio diventa sede del Museo di Storia Naturale di Venezia.

Nel museo sono conservate le collezioni provenienti sia da donazioni e lasciti di naturalisti sia frutto di acquisizioni dirette della Direzione del Museo: la ricchezza dei materiali ha imposto la custodia di molti di questi in depositi interni al Fontego dei Turchi, accessibili a studiosi e ricercatori solo previa autorizzazione. Il patrimonio del Museo conta più di due milioni di pezzi che in questi ultimi anni sono oggetto di catalogazione in formato digitale.

Per quanto riguarda il percorso espositivo, al piano terra è presente una biblioteca scientifica e gli spazi dedicati alla Galleria dei Cetacei e all’Acquario delle tegnùe: quest’ultimo è un particolare ambiente marino della laguna ricco di specie di pesci e invertebrati. Al primo piano del museo si trovano tre sezioni: la prima dedicata ai fossili e alla paleontologia, nella seconda si descrive l’evoluzione del collezionismo e del museo scientifico, la terza è dedicata alla complessità delle specie viventi, al loro adattamento e alle diverse modifiche nel corso dell’evoluzione.

Da non perdere: il Museo di Storia Naturale è sicuramente una delle tappe obbligate per le famiglie con bambini in visita a Venezia. Qui infatti i più piccoli possono rimanere affascinati davanti al grande scheletro di 7 metri dell’Ouranosaurus nigeriensisù, un enorme dinosauro, o davanti al gigantesco cranio di coccodrillo scoperto dal paleontologo Ligabue nel 1973. Per le bambine tutto il fascino di una bellissima collezione di farfalle.

Palazzo Ducale, museo della storia della Serenissima

Questo capolavoro dell’arte gotica è una struttura formata da tre grandi corpi: l’ala esposta sul Bacino di San Marco con la Sala del Maggior Consiglio, l’ala che si affaccia su Piazza San Marco con la Sala dello Scrutinio e l’ala rinascimentale con la residenza del Doge.

Il palazzo è stato il cuore della vita politica e amministrativa della Repubblica di Venezia fino alla caduta della Serenissima nel 1797. Con l’annessione di Venezia all’Italia nel 1866 diventa sede di uffici e della Biblioteca Nazionale Marciana fino al 1904. Nel 1923 viene affidato dallo Stato Italiano alla Città di Venezia che lo apre al pubblico come museo.

Il palazzo merita di essere visitato perché rappresenta la storia della città, ma anche dell’evoluzione architettonica, dal primo assetto nel 3-400 fino ai rifacimenti in epoca rinascimentale. Infatti le diverse sale risalgono ad epoche ben diverse: la Sala del Maggior Consiglio è del 1340, la Sala dello Scrutinio del 1424, mentre l’ala rinascimentale è del 1565. Al piano terra si trova Museo dell’Opera dove sono presentati documenti e reperti della fabbiceria che ha realizzato nel corso dei secoli Palazzo Ducale. Nelle sale superiori si ammirano il Piano delle Logge, con l’Appartamento Ducale e la libreria del museo, le Stanze Istituzionali con la Sala dei Censori i magistrati deputati al controllo della morale e dell’attività degli amministratori pubblici. Interessanti gli spazi dedicati all’Armeria, la Santabarbara di armi e munizioni, e le prigioni, i Piombi, destinate alla reclusione di personaggi altolocati e religiosi (nei Pozzi sotto il livello dell’acqua, malsani e bui, finivano i disgraziati e poveracci).

Da non perdere: all’interno di Palazzo Ducale sono presenti alcuni itinerari segreti, visitabili solo con tour guidati e su prenotazione. Si tratta di percorsi che si snodano tra le stanze dove un tempo si gestiva la vita politica e amministrativa cittadina. Sono tour estremamente suggestivi che permettono di scoprire accessi segreti, stanze altrimenti inesplorabili, uffici con archivi riservati. Ad esempio dalla sala del Reggente alla Cancelleria attraverso uno stretto passaggio si arriva alla Stanza della Tortura a sua volta collegata direttamente con i Piombi.

Museo Storico Navale, testimonianze della storia navale italiana

Il Museo Storico Navale di Venezia, situato presso l’Arsenale, raccoglie testimonianze della storia marinara dell’Italia e naturalmente di Venezia, la Serenissima. Inaugurato nel 1923 in concomitanza con il Museo Tecnico Navale di La Spezia, il museo veneziano comprende anche il Padiglione delle Navi che si trova nella officina dei remi dell’Arsenale e la chiesa di San Biagio.

I primi tre piani del Museo sono dedicati alle attrezzature utilizzate in diverse epoche marinare e ai personaggi che hanno fatto la storia della Marina Militare Italiana e della Marina di Venezia. Qui si possono ammirare modelli di imbarcazioni tradizionali utilizzate in laguna, gondole, barche da pesca, ma anche navi orientali. Al quarto piano si apre la Sala Svedese che ospita cimeli storici che ben descrivono lo stretto rapporto tra le industrie veneziane e quelle scandinave per lo sviluppo sia navale che aereo. In particolari occasioni viene aperto il Padiglione delle Navi, dove sono esposte autentiche imbarcazioni tra cui il panfilo Elettra. All’esterno dell’edificio si ammirano due àncore di corazzate austro-ungariche risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Da non perdere: la Chiesa di San Biagio, legata alla storia della Marina Militare, è un luogo simbolo. Qui passavano gli equipaggi che dovevano partire in missione per assistere a servizi liturgici. Nella chiesa è anche conservato il feretro dell’ammiraglio Angelo Emo considerato uno dei più grandi e prestigiosi comandanti della storia navale italiana.

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