Gli squeri di Venezia, dove le gondole prendono vita

Anche Venezia come Milano, Roma ed altre città italiane ha dovuto adeguare le tariffe dei taxi alle richieste degli autisti di piazza. La notizia si distingue però dalle consuete rivendicazioni sindacali/ tariffarie perché non si riferisce al prezzo di una corsa in automobile da o per Malpensa o Fiumicino, ma bensì ad un giro in gondola. È curioso però che i due valori siano comunque quasi uguali: 90 euro è il prezzo accordato dal Comune di Milano per coprire la tratta dall’aeroporto di Malpensa al centro città ed 80 euro è la tariffa stabilita per godere 30 minuti di Venezia dal punto di vista più originale dei suoi canali e dei suoi ponti.

I gondolieri veneziani autorizzati sono 450 distribuiti sulle cinquecento gondole esistenti, certamente poche rispetto alle 10.000 che ai tempi di Goldoni solcavano le acque veneziane, ma un bel numero considerando che ad esempio a Milano i taxi sono 2500. Questi numeri dimostrano in fondo che dal Rinascimento ad oggi il traffico lungo i canali veneziani non è sostanzialmente cambiato come invece è avvenuto nelle altre realtà urbane.

Si capisce quindi l’importanza per l’economia veneziana delle Gondole e degli Squeri, i celebri cantieri che le costruiscono e che sono autorizzati a farne manutenzione. In origine questi laboratori erano tutti localizzati sul Canal Grande, proprio a sancirne l’importanza e la centralità rispetto alle esigenze cittadine, ma oggi nel centro di Venezia ne sono rimasti solo due: lo Squero di San Trovaso e lo Squero Tramontin.

Lo Squero di San Torvaso è addirittura storico avendone traccia fin dai tempi di Goldoni, ma lo Squero Tramontin è il più antico considerandone invece la gestione degli squeraroli perché la famiglia Tramontin se ne tramanda l’arte dal 1884 ed è stata l’artefice della modernizzazione della tecnica costruttiva rinnovando le metodologie del cinque- seicento fino ad allora seguite.

La tecnica di costruzione delle gondole è quindi rimasta praticamente immutata dai tempi di Giovanni Tramontin, il bis-bisnonno dell’attuale squerarolo Roberto, il quale era così esperto nel suo lavoro da raccontare di avere costruito per scommessa con l’allievo Alberto Mingaroni una gondola in una sola notte.

Non sappiamo se fu leggenda o realtà, ma certamente oggi ai suoi nipoti sono necessarie centinaia di ore di lavoro per costruire una gondola a regola d’arte perché ognuna è in pratica un pezzo unico. Ogni gondoliere infatti ha la sua gondola personale ed ogni imbarcazione è costruita su misura per il gondoliere, per il suo peso e la sua altezza, non a caso il ferro di prua ha un peso variabile in funzione della stazza del gondoliere ed ha la funzione di equilibrare le masse. Così come la postazione di guida, il remo e la forcola dove si appoggia sono progettate e costruite considerando l’altezza e le braccia del gondoliere che dovrà portare la barca. Questa esigenza di personalizzare ogni gondola non è un vezzo artistico, ma risponde alla particolare tecnica di navigazione basata sulla forza delle braccia che un po’ remano orizzontalmente, ma all’occorrenza spingono il remo nel fondo del canale per frenare o imprimere una rapida rotazione alla barca. La tecnica è davvero complessa e fortemente basata sull’esperienza e la conoscenza diretta dei percorsi, dei canali e delle loro insidie, comunque ben diversa da qualunque altra tradizionale modalità di navigazione.

Ancora oggi negli squeri si lavora senza disegni progettuali basandosi sulla conoscenza personale e sull’esperienza dei maestri d’ascia, dei loro figli e dei loro allievi. Calcolando che la vita media di una gondola è di circa vent’anni per mantenere costante la flotta attuale di cinquecento imbarcazioni ogni anno ne andranno costruite tra venti e trenta, e proprio questo è il lavoro svolto dagli ultimi cinque squeri veneziani: ai già citati Tramontin ad Ognissanti e San Trovaso della cooperativa Manin, si aggiungono lo Squero Bonaldi ad Ognissanti proprio a fianco dei Tramontin e gli squeri Crea e Costantini – De Rossi alla Giudecca.

Questi ultimi sono i più recenti, il Costantini De Rossi è stato aperto nel 1985 da Corrado Costantini detto “Buranello” suo figlio Stefano e Corrado de Rossi. Il Crea è ancora più recente e deve il suo nome a Gianfranco Vianello detto appunto “il Crea” vincitore di diverse regate storiche ed abile gondoliere. E’ il cantiere più moderno dove lavorano diversi apprendisti nella costruzione non solo delle tradizionali gondole, ma di tutte le imbarcazioni tipiche della laguna ed è stato il primo tra i costruttori ad inserire il compensato marino nei suoi scafi.

Lo squero della cooperativa Manin di San Trovaso è probabilmente il più conosciuto proprio per la sua posizione centrale sul Canal Grande e per l’antichità del suo cantiere che risale a metà del seicento. Dalla fine del ‘900 lo squero è gestito da Gastone Nardo e suo figlio Ettore, maestri d’ascia cresciuti nel laboratorio Tramontin ed eredi dell’arte storica della costruzione della gondola.

A Venezia, non mancano poi piccoli laboratori di riparazione, ma nessuno oltre ai cinque citati intraprende più la costruzione vera e propria delle gondole, aspettano forse notizie, ma soprattutto più concrete ordinazioni dalla piccola, ma altrettanto ricca Venice in California, ma questa è un’altra storia.

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