Il Carnevale di Venezia tra tradizione e modernità

Risale al 1928 la consacrazione del Carnevale di Venezia per il giorno precedente la quaresima, stabilita attraverso un editto del Senato della Serenissima Repubblica allora guidato dal Doge Falier. Ma già nell’anno mille si usava festeggiare rumorosamente il periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Da quel giorno lo stesso senato ritornò più volte sul tema per limitare gli sfrenati eccessi a cui si lasciava andare la popolazione durante il Carnevale di Venezia. Una legge ad esempio puniva gli uomini mascherati che lanciavano uova piene di acqua di rose alle dame durante il passeggio (a carnevale ogni scherzo vale!) e l’uso delle maschere era comunque sempre proibito alle prostitute e agli uomini che le frequentavano. Ovviamente non le potevano usare nemmeno i giocatori d’azzardo nelle locande perché i creditori non avrebbero potuto riconoscerli.

Verso il XV secolo l’organizzazione del Carnevale di Venezia venne quindi affidata alle Compagnie della Calza, associazioni di giovani di diversi sestieri di Venezia che si distinguevano tra loro appunto per i diversi tipi di calze colorate.

Nel Settecento si arrivò al punto che in alcuni ambienti cittadini la festa iniziava a settembre per proseguire fino a marzo, diventando in questo modo più che un evento stagionale un vero e proprio stile di vita. Carlo Goldoni ci ha così bene raccontato questo ambiente insieme popolare e signorile di ville e locande, di canali e di calli contribuendo all’immagine di Venezia come città del Carnevale, dell’arte e perché no, del divertimento e dell’eccesso.

Nel XVIII secolo infatti il Carnevale di Venezia grazie a questa fama diventa un evento internazionale. Da tutta Europa giungono in città nobili e borghesi per partecipare alle feste, per assistere agli spettacoli, per riempire i teatri e le piazze in un clima di tolleranza generale che oggi farebbe inorridire. La gente del popolo per giorni e giorni si mischiava ai signori e ai nobili, tutti nascosti dietro a maschere e costumi, e tutto era permesso, e ovunque era festa, intrattenimento, rappresentazioni, spettacoli, giocolieri, saltimbanchi, danze e balli. E naturalmente cibo e vino a volontà. In fondo la città non era allora poi così diversa da come appare oggi anche nel suo spirito turistico oltre che in quello spettacolare.

Con la dominazione austriaca il Carnevale perde però un po’ del suo charme e della sua vena trasgressiva. I nuovi padroni della città non amavano perdere il controllo della situazione per cui il Carnevale divenne cosa per pochi e molto riservato: le maschere potevano essere usate solo in luoghi privati e autorizzati.

Il Carnevale di Venezia riprende vita nella seconda metà del 1900 ritornando finalmente ad essere un appuntamento di rilievo nazionale ed europeo, con importanti eventi musicali e teatrali, ma soprattutto con feste e spettacoli a cui partecipano oltre che le raffinate maschere della tradizione anche travestimenti nuovi e fantasiosi.

Ai nostri giorni il Carnevale nazionale dura secondo il calendario religioso dal giovedì al martedì grasso con l’esclusione della diocesi di Milano che per la sua operosità venne autorizzata da Sant’Ambrogio a proseguire fino al sabato. Quest’anno però il calendario civile di Venezia stabilisce che il carnevale della Serenissima inizi simbolicamente il 14 febbraio giorno di San Valentino per terminare il martedì 4 marzo dopo ben tre settimane di feste piene di maschere e risate, musica, teatro, cinema senza dimenticare la storia, la pittura e la letteratura. Insomma cultura e divertimento per tutti a 360 gradi, bambini compresi.

Il tema di quest’anno è il fiabesco, caratterizzato da creature magiche e mitologiche, dalla natura nelle sue declinazioni fantastiche e allegoriche, ma soprattutto dal rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Si attingerà al grande patrimonio favolistico e mitologico nazionale e internazionale con l’obiettivo di creare un dizionario vivente della fantasia, un’enorme mappa frutto della creatività umana libera da costrizioni e volta ad esplorare la natura e scoprirne i suoi misteri.

Sono molti e ben distribuiti i luoghi della festa: dall’Archivio di Stato alla Fondazione Querini Stampalia, al Museo di Storia Naturale, ai giardini della Biennale, al Teatro Fondamenta Nuove, alla Casa dei Tre Oci e tanti altri ancora, ma lo spettacolo vero è tutto per le calli della città e naturalmente in Piazza San Marco. Qui infatti viene allestito il palco principale del carnevale e fanno sfoggio di sé le migliori maschere della tradizione carnevalesca veneziana. Proprio tra queste maschere e su questo palco ogni sera verrà votata e premiata quella più bella ed originale.

Il divertimento è quindi assicurato oltre che dallo spirito spesso anche alcoolico dei partecipanti, anche dal ricco programma di eventi che sono comunque sempre low cost perché organizzati dal Comune dai musei e dai commercianti cittadini. Da non perdere la Festa Veneziana sull’acqua ed il corteo acqueo in programma per sabato 15 e domenica 16 febbraio, il Volo dell’Angelo domenica 23 febbraio.

Nei giorni del Carnevale di Venezia, come si può ben immaginare, soggiornare in un hotel nel cuore della città o sulle sue isole non è di certo economico! Ma bastano piccole accortezze per vivere la magia del carnevale veneziano senza spendere una fortuna! Ecco qualche suggerimento: potrete optare per un hotel a Mestre oppure più verso ovest lungo le rive del Brenta a Dolo e Mira comunque ottimamente collegate con il treno alla stazione di Venezia Santa Lucia, oppure ancora verso est, al Lido di Jesolo, a breve distanza da Punta Sabbioni, dove partono i traghetti per il Lido di Venezia.

Il Carnevale di Venezia con il suo tripudio di colori, eventi, maschere, balli ed intrattenimento di certo non vi deluderà.

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