Feste, eventi e appuntamenti da non perdere a Venezia

Venezia è da sempre una città molto mondana e festaiola. Nel corso dell’anno, tra appuntamenti religiosi e feste laiche, è un susseguirsi di eventi che coinvolgono cittadini e turisti fin dai tempi antichi: insomma sono diversi secoli che Venezia coglie tutte le occasioni possibili per divertirsi e per ricordare a se stessa e al mondo i fasti e le meraviglie dei tempi della Serenissima.

L’evento più importante per cui Venezia è famosa nel mondo è sicuramente il Carnevale. Ma nel cuore dei veneziani i momenti più sentiti sono la Festa del Redentore, la Festa della Sensa e la Festa di San Marco, tutti appuntamenti legati alla storia civile e religiosa della città. Il popolo dei turisti invece è particolarmente attratto da altre manifestazioni, come la Regata Storica e la Vogalonga, le due principali regate delle oltre cento che si svolgono in Laguna di Venezia nel corso dell’anno.

Il Carnevale di Venezia, tra tradizione e modernità

Il Carnevale di Venezia, non è solo il più conosciuto in Europa e nel mondo, ma è anche uno dei più antichi del Vecchio Continente. Le prime notizie del Carnevale di Venezia risalgono agli inizi dell’Anno 1000, quando nei documenti statali si fa riferimento a divertimenti pubblici e alle maschere.

Ufficialmente il Carnevale viene istituito dalla Repubblica della Serenissima per concedere a tutti i cittadini, soprattutto a quelli degli strati più umili, un periodo di sospensione dalle rigide norme che regolavano la morale e l’ordine pubblico. Le maschere consentivano così un livellamento sociale: alle feste pubbliche e private poteva partecipare chiunque senza distinzione di censo. Ma anche i signori e le dame potevano tranquillamente concedersi estreme divagazioni dalla vita ufficiale, nascosti dietro le maschere. Alla fine del Carnevale, che durava però un mese intero, tutto tornava più o meno come prima.

Curiosità sul Carnevale di Venezia: la maschera più rappresentativa del Carnevale di Venezia del 1700 è la Bauta. Bianca o nera, in genere di gesso, copriva il volto lasciando libera la bocca per mangiare o bere, ma in compenso alterava la voce, rendendo ancora più irriconoscibile chiunque la portasse. Divenne così popolare che veniva indossata anche oltre il Carnevale al punto che il Governo della Serenissima dovette imporre delle limitazioni: non si poteva usare di notte, non poteva essere utilizzata dalle prostitute o da uomini che accedevano ai bordelli, era vietata nei periodi della peste, ecc.

La Festa della Sensa e lo Sposalizio del Mare

La Festa dell’Ascensione, Festa della Sensa, è stata per secoli una delle ricorrenze più sentite dai Veneziani. E’ il giorno in cui si celebra lo Sposalizio del Mare, tra la città e l’acqua, il territorio su cui la Serenissima per diversi secoli impose il proprio dominio.

L’istituzione della Festa risale all’Anno Mille per onorare le vittorie in Dalmazia del Doge Pietro Orseolo II sui pirati, ma ebbe un più significativo riscontro nel 1177 per l’impegno protratto del Doge Sebastiano Ziani negli accordi di pace tra Papato e Impero. Fu allora che Papa Alessandro III consegnò per la prima volte al Doge un anello benedetto a suggello della sovranità di Venezia sul mare… sì come l’omo sposa la dona per essere so signor“. Oggi la Vera d’Oro è donata tutti gli anni al mare dal Sindaco di Venezia che a bordo di una Bissona, una barca a remi utilizzata anche nel corso della Regata Storica, raggiunge la zona di San Nicolò al Lido per onorare la tradizione.

Curiosità sulla Festa dell’Ascensione: in dialetto veneziano Sensa significa sia Ascensione che ‘senseria’ nel senso di percentuale sugli affari e i commerci. Lo spirito mercantile della città quindi anche in quest’occasione, va di pari passo con il sentimento religioso. Il Mercato della Sensa da sempre accompagna la festività religiosa.

La Festa del Redentore, uno spettacolo di luci

Anche la Festa del Redentore, come quella della Sensa, è una ricorrenza a cui i veneziani sono particolarmente affezionati. L’istituzione della Festa risale al 1577 in occasione della fine di una delle peggiori pestilenze che decimarono la città: per l’occasione venne edificata la Basilica del Redentore sull’Isola della Giudecca. Ancora oggi, il sabato che precede la terza domenica di luglio, viene allestito come all’epoca un grandioso ponte di barche di più di 300 metri sul Canale della Giudecca che permette di andare a piedi dalla Chiesa dello Spirito Santo nel Sestiere di Dorsoduro fino al piazzale della Chiesa del Redentore.

La festa religiosa si protrae con celebrazioni fino a tarda notte, ma sono lo spettacolo pirotecnico e i giochi di luce sui palazzi del Bacino di San Marco a portare a Venezia decine di migliaia di turisti. Tradizione vuole che la cena del sabato si consumi su una barca addobbata con palloncini e luci colorati.

Curiosità sulla Festa del Redentore: la tradizione della Festa del Redentore prevede un menù ben preciso. In quella sera, aspettando lo spettacolo pirotecnico e di luci che esplode nel Bacino di San Marco, sono due i piatti che possono e devono essere gustati: sarde in saor e l’anara col pien. Le prime sono sarde fritte servite con cipolle cotte in aceto, pinoli e uvetta. L’anara col pien è invece una piccola anatra ripiena di polpa di vitello macinata, soppressa veneta tritata, lardo, prezzemolo e amaretti.

La Regata Storica, una sfida tra gondole e barche a remi d’epoca

Ha la stessa valenza del Palio di Siena: è un evento che attira decine di migliaia di turisti, ma per i cittadini ha un significato molto personale. La Regata Storica di Venezia è un’entusiasmante sfida agonistica di barche a remi d’epoca, la più prestigiosa delle decine di manifestazioni analoghe che si tengono durante l’anno nella città lagunare.

La Regata si svolge la prima domenica di settembre ed inizia con il classico corteo di barche che percorre Canal Grande: il Corteo Storico è una rievocazione dell’arrivo nella città della Regina di Cipro nel 1489. Al corteo partecipano decine e decine di imbarcazioni tipiche dei tempi della Serenissima con figuranti in costume d’epoca. La componente agonistica della Regata vede competere diverse imbarcazioni e rematori di diverse età: iniziano i ragazzini fino a 12 anni, si prosegue con categorie riservate a particolari modelli di imbarcazioni (pupparini a due remi, mascarete a due remi, le bisse del Lago di Garda, le caorline a sei remi) e si finisce con la regata dei campioni sui mitici Gondolini (le Gondole, le più tradizionali imbarcazioni veneziane). L’arrivo, da secoli, è presso la machina, un palco galleggiante realizzato per l’occasione davanti a Ca’ Foscari.

Curiosità sulla Regata Storica: i vincitori della gara dei Gondolini ricevono premi in denaro e le tanto agognate bandierine, rosse, bianche, verdi e blu. Fino al 2002 il quarto classificato veniva premiato anche con un piccolo maialino esibito nel corteo a fine gara. Dopo le proteste degli animalisti, gli organizzatori della Regata Storica di Venezia hanno deciso che il maialino in carne e ossa venisse sostituito da un maialino realizzato dalle vetrerie di Murano. Anche a noi piace di più.

La Festa della Salute, un grande ponte di barche sul Canal Grande

Tra tutte le feste che si svolgono a Venezia la Festa della Madonna della Salute è sicuramente quella che ha mantenuto maggiormente il carattere religioso per cui è stata istituita nel lontano 1630. Come per la Festa del Redentore, anche questa ricorrenza (che si festeggia il 21 novembre) è stata decretata dopo un biennio di pestilenza che decimò la popolazione.

Il Doge dell’epoca chiese l’intervento della Madonna promettendo l’edificazione di una grande chiesa. La Basilica di Santa Maria della Salute, che si trova a Punta Dogana, venne edificata su progetto del grande architetto dell’epoca Baldassare Longhena, lo stesso che disegnò il Duomo di Chioggia, Le Procuratie Nuove in San Marco, Ca’ Pesaro e Ca’ Rezzonico.

La Festa della Salute è sostanzialmente una festa religiosa: un grande ponte di barche viene allestito sul Canal Grande tra Punta Dogana e la chiesa di Santa Maria del Giglio nel Sestiere di San Marco per permettere la processione: per tutto il giorno la Basilica rimane aperta per continui momenti di preghiera collettiva.

Curiosità sulla Festa della Salute:  la prima: nel giorno della Festa della Salute il piatto tipico consumato dai veneziani è la castradina, una zuppa a base di montone stagionato con verza e cipolle. La seconda: leggenda vuole che per erigere la Basilica si conficcassero nel terreno un milione di pali. Il dato, spacciato per vero a metà del 1600, è assolutamente esagerato. Stime accurate indicano in non più di 100 mila i pali utilizzati per porre le fondamenta della Basilica.

La Festa di San Marco e la tradizione del Bocolo

Il 25 Aprile per Venezia è un giorno di grande festa, laica e religiosa. Insieme al resto d’Italia festeggia il giorno della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista, ma al contempo è il giorno in cui si commemora la morte dell’Evangelista Marco che è il Santo Patrono della città.

La storia racconta che le reliquie del Santo vennero trafugate da Alessandria d’Egitto da due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che le nascosero in mezzo a carne di maiale per portarle sane e salve fino a Venezia. La Festa di San Marco si celebra con eventi religiosi e processioni che si concentrano nella Basilica di San Marco, alla presenza delle massime autorità cittadine che devono correre da un palco all’altro per onorare anche la festa di Liberazione nazionale.

Curiosità sulla Festa di San Marco: è tradizione nella giornata della Festa di San Marco che mariti e fidanzati regalino un bocciolo di rosa rossa alle amate. Questo in ricordo di un antico amore risalente alla seconda metà del 700 d.C. tra Maria, figlia del Doge Maurizio Galbaio, e il bel Tancredi, un semplice trovatore, compositore di opere liriche. Per dimostrare il suo valore Tancredi partì con l’esercito di Carlo Magno per combattere gli Arabi in Spagna. Le sue gesta gli portarono onore, ma purtroppo morì dissanguato in un roseto nella battaglia di Roncisvalle. Prima di morire affidò un bocciolo di rosa ai compagni d’arme che lo portarono alla bella Maria. La quale, ricevutolo, si chiuse nel suo dolore fino al giorno dopo, quando fu trovata morta. Da allora il bocciolo di rosa, il Bocolo, è simbolo d’amore, un amore che si apre alla vita.

La Vogalonga, un omaggio alla voga veneta

La Vogalonga è una regata non competitiva di imbarcazioni a remi che si svolge nel mese di maggio. Ha origini piuttosto recenti, essendo stata istituita nel 1974 quando navigatori veneziani decisero di organizzare una regata in omaggio alla voga veneta. Questa è una tecnica particolare che prevede che un solo rematore conduca la barca utilizzando uno o due remi.

La prima Vogalonga risale quindi al 1975. Il percorso non è da poco, circa 30 chilometri e si sviluppa tra il Bacino di San Marco, il Canal Grande, le isole di Burano e Murano, ritornando poi a Venezia lungo il Canale di Cannaregio e da qui ancora lungo il Canal Grande fino all’arrivo, non competitivo, a Punta della Salute. Da allora la Vogalonga è diventata un appuntamento internazionale. Sono sempre almeno 1500-1600 le imbarcazioni (1800 nel 2012), rigorosamente a remi, che aderiscono a questa spettacolare manifestazione.

Curiosità sulla Vogalonga: come da tradizione alla Vogalonga non c’è nessun vincitore. A tutti i partecipanti che arrivano alla fine del percorso viene data una medaglia di partecipazione e tutti sono contenti così.

Su e Zo per i ponti, una divertente marcia non competitiva

Festa molto moderna anche se ormai giunta alla 35° edizione. Si tratta di una marcia non competitiva su e giù per i ponti che vede impegnati migliaia di corridori sia della città di Venezia che turisti provenienti da tutto il mondo. Il percorso su cui si snoda la marcia ha come punto di partenza e arrivo Piazza San Marco: sono in media 10-12mila i partecipanti.

Curiosità: la marcia non competitiva è un appuntamento per diversi tipi di camminatori, podisti abituali, famiglie con bambini, scolaresche, turisti, ma anche gruppi folkloristici. Sono questi ultimi che animano la passeggiata con le loro musiche e le mascherate. Da diversi anni i gruppi musicali e di animazione arrivano da tutto il mondo, creando un connubio di culture davvero molto bello.

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