La Venezia di Giacomo Casanova

Nel corso del ‘700 Venezia vede progressivamente incrinarsi il proprio potere politico e militare. Non è più la potenza che dominava il Mediterraneo e le terre sul suo confine, adesso sono Austria e Spagna che fanno il bello e il cattivo tempo in giro per l’Europa. In questo clima Venezia sceglie la via dell’isolamento e della neutralità, chiudendosi in se stessa, nel ricordo del bel tempo andato. E cosa c’è di meglio in un momento di decadenza che darsi al divertimento più sfrenato, abbandonandosi ai riti del mistero, del gioco, del frivolo e del mondano?

Il Carnevale di Venezia, già di suo un momento di alterazione e trasgressione, viene così proiettato nell’intero arco dell’anno: i riti dionisiaci diventano il modo in cui tutti, nobili, borghesi e gente del popolo conducono la vita quotidiana.  Il lavoro e la cura della propria morale sono obblighi da adempiere, ma da non sopravvalutare.

Cosa fare per godere al massimo di questa vita di frivolezza e licenziosità (che come spesso accade coincide con un grande fervore culturale e artistico) senza però essere vittime dei giudizi della gente?

Semplice: ci si maschera, si nasconde la propria identità dietro la Bauta. E così, nel tardo pomeriggio, nelle sere e soprattutto nelle notti veneziane, le calli e i campi sono attraversati da personaggi ignoti, mantelli lunghi neri, veli e cappelli su maschere perfettamente bianche, la Bauta, che permettevano anche di bere e mangiare senza scoprire il volto. Si mascherano tutti: i nobili per andare nei postriboli, i giovani per sembrare donne, i poveri per entrare nelle corti dei nobili, le dame per avventurarsi nei vicoli bui, preti e suore per concedersi quanto i precetti negavano loro.

E’ la Venezia del ‘700, quella di Giacomo Casanova e del suo anfitrione Giorgio Baffo poeta erotico che iniziò il giovane Casanova all’arte della seduzione e della magia. E’ la Venezia delle case da gioco, dei 17 teatri per 140 mila abitanti, della Commedia dell’Arte e quindi dell’apoteosi della maschera.

L’itinerario erotico di Venezia, l’itinerario del Casanova, il tour alla scoperta dei luoghi della perdizione, è quindi un modo per conoscere da vicino una Venezia molto intima, tanto frivola quanto intrigante, tanto spensierata quanto dedita ai più loschi sotterfugi.

In Campo San Maurizio viveva invece il poeta erotico Giorgio Baffo che ebbe grande influenza nell’educazione sentimentale del Casanova anche grazie al fatto che fu assiduo frequentatore e corteggiatore della madre Zanetta.

Il Tour erotico di Venezia non può prescindere dalla zona di Rialto e in particolare dal Sotoportego dei Do Mori dove nella taverna omonima il Casanova amava dare il primo appuntamento alle sue amanti. Che si presentavano rigorosamente mascherate.

Nella zona del mercato del pesce, in Campo delle Beccarie, si trova invece la trattoria Poste Vecie, aperta fin dal 1500, dove il Casanova si appartava con amici e soprattutto amiche in lussuriosi banchetti. Tutta la zona di Piazza San Marco e soprattutto gli antichi locali, a cominciare dal Caffè Florian, sono stati terreno di caccia del grande seduttore.

In Calle Vallaresso si trova un palazzo che un tempo era un famoso Ridotto, una casa da gioco dove Casanova trascorreva molto tempo in compagnia di nobildonne veneziane.

Nei Piombi, le prigioni di Palazzo Ducale, Casanova fu rinchiuso per adulterio, ma da cui fuggì in maniera rocambolesca ripiegando a Parigi.

Infine bisogna prendere un vaporetto e andare sull’isola di Murano dove il Casanova intrattenne una lunga e appassionata relazione amorosa con una potente monaca di cui la storia ci ha rimandato solo le iniziali: M.M.

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